La Venexiana

La Venexiana

Commedia di anonimo del 1500

[produzione Minimiteatri, in collaborazione con Teatro Sociale di Rovigo]

Nel variegato panorama della letteratura teatrale italiana del ‘500 “LA VENEXIANA” rappresenta uno dei testi fondamentali. Le ragioni della sua originalità e perfezione sono molteplici, ad esempio il fluire asciutto del dialogo, incisivo, privo di quella digressione e facile battuta di spirito di cui sono spesso carichi i testi di quel periodo. In questo caso il contenuto realistico espresso dalla commedia si avvale, in gran parte, di una struttura dialogica particolarmente stringata. Un altro valore importante è la rapida alternanza fra lo spazio aperto della città e il chiuso di ambienti privati dove si consumano i segreti incontri amorosi. A tale proposito diventa calzante un’osservazione di Roberto Alongi: “Ciò che continua a sembrarmi straordinario, e praticamente unico, nella Venexiana, rispetto alla commedia del Rinascimento, è l’impianto spazio-temporale: uno spazio misto che alterna luoghi aperti e luoghi chiusi”. In sostanza è lo spazio e le atmosfere di Venezia che sullo sfondo fanno sentire la propria 'ineguagliabile presenza' e inoltre, come cornice del racconto vive una trama senza dubbio esemplare per la sua particolare struttura drammaturgica.

Il linguaggio riporta ad un antico vocabolario veneziano e inoltre da sottolineare la presenza di un personaggio che parla una ostica lingua bergamasca.

La vicenda si muove sui temi della passione amorosa, dell'erotismo e delle attrazioni fatali: due donne si invaghiscono dello stesso uomo, uno straniero giovane e attraente. La loro condizione sociale è agiata ma diverso lo stato civile: Angela è vedova e disposta a pagare i suoi momenti d’amore, Valeria invece è maritata con un uomo anziano che non compare mai nella commedia. Intorno a loro le rispettive serve, Nena e Oria, che si prodigano per far sì che ogni cosa vada a buon fine. I protagonisti maschili sono: Julio, lo “straniero”, il giovane bello e disponibile che accetta qualsiasi soluzione pur di uscire dal suo stato di indigenza e sfrutta il suo fascino; Bernardo, servitore alle dipendenze di Angela, che tira a campare come può.

La presente riduzione della commedia mantiene il suo originale spirito comico e gli aspetti paradossali di pregnante attualità.

Note di Regia 

La linea registica di questa edizione di Venexiana si orienta verso alcune semplici scelte di base relative soprattutto alla particolare natura di questo testo. Infatti nella Venexiana si pone la questione di un inedito rapporto spazio-temporale rispetto allo scorrere degli avvenimenti. In questo caso la soluzione adottata è quella di creare due ambienti simili che corrispondono alle rispettive stanze delle due protagoniste della commedia. Angela e Valeria. Gli spazi sono caratterizzati da due enormi cuscini appoggiati su praticabili i quali fungono da alcove separate fra loro semplicemente da un divisorio scorrevole che ha la funzione di alternare la visione dei due diversi ambienti. Pochi altri oggetti creano le differenze e il rispettivo carattere dei due moduli. Per quanto riguarda la città essa è indicata da una struttura molto semplice, sul fondo, realizzata con qualche pannello verticale e da un residuo di barca sospeso ad alcune corde. Con opportune situazioni di luce questo ambiente dà l’idea di uno squero veneziano. A completare l’insieme alcuni piccoli ponteggi e un carrello mobile che funge da barca e che scorre in linea orizzontale. In sostanza si tratta di uno spazio di grande sintesi dove le suggestioni e le differenze sono affidate soprattutto a cambi e movimenti molto semplici e di grande rapidità.

Oltre ad un accurato lavoro sul testo, la regia si concentra sulle diverse qualità fisiche e personalità degli attori facendo si che con l’opportuno utilizzo di costumi e trucchi il disegno complessivo risulti segnato da una forte diversità di caratteri. I costumi e i trucchi, pur riconducendo allo spirito dell’epoca, sono funzionali per sobrietà e rigore alla cifra stilistica dello spettacolo.

La riduzione del testo in questa messa in scena è piuttosto incisiva e punta ad alleggerire lo spettacolo e renderlo continuamente teso e vibrante anche sul piano drammaturgico. Nella sostanza l’intento è quello di proporre un testo essenziale, privo delle estese digressioni, del resto così frequenti nella letteratura teatrale del “500 e inoltre tentare di non spezzare mai il solido filo del racconto, perfetto nella sua trama essenziale. Una volta fatto questo lavoro di “pulitura” e di adeguamento ad un gusto contemporaneo, nessuna battuta recitata ha subito modifiche rispetto alla versione originale..

Lo spettacolo nasce sul palcoscenico del Teatro Sociale di Rovigo con tecnologie e soluzioni illuminotecniche modernissime per tanto l’adattamento in spazi alternativi ( pedane improvvisate, spazi all’aperto ecc.) comporta, almeno sul piano registico, la necessità di trovare nuove soluzioni e accorgimenti che garantiscano il mantenimento della qualità originale dello spettacolo.

Riduzione in un atto e Regia
Gabbris Ferrari

Cast artistico

Video

Rassegna Stampa

Date Rappresentazioni

Sabato 05 Maggio 2012
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Rovigo, Teatro Sociale
Martedì 24 Luglio 2012
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Ficarolo, Giardini di Villa Schiatti
Domenica 12 Agosto 2012
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Conselve, Piazza Dante
Sabato 16 Marzo 2013
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Belluno, Teatro Comunale
Sabato 23 Marzo 2013
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Piove di Sacco, Teatro Filarmonico
Martedì 26 Marzo 2013
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Venezia, Teatro a L'Avogaria
Galleria Immagini