Decameron Comedy

in

Decameron Comedy

tratto dal "Decameron" di Giovanni Boccaccio
adattamento di Minimiteatri

[produzione Minimiteatri, in collaborazione con Teatro Sociale di Rovigo]

Decameron Comedy è il titolo di uno studio teatrale ispirato a taluni frammenti del grande libro di Boccaccio. Lo spettacolo, pur interpretando la struttura del Decameron, ne coglie alcuni aspetti e si limita a sottolinearne, insieme alla struttura letteraria, gli intenti morali. La stessa sequenza delle novelle che come è noto sviluppa nel libro ritmi e motivazioni precisissimi, viene qui intesa semplicemente come un vasto repertorio narrativo e spesso le scelte dei brani effettuati in funzione della loro evidente coincidenza con la nostra attualità. Lo spettacolo, quindi, si sviluppa su due piani simultanei e si avvale, sia del linguaggio tratto integralmente dall'originale boccaccesco, sia da un canovaccio inedito scritto per l'occasione. In questo caso la parola diventa comune e il dialogo fra i personaggi si trasforma in fraseggio quotidiano. Sulla scena sono cinque gli attori che danno vita al pittoresco gruppo di ragazzi rimasto nella casa dopo la conclusione delle dieci giornate del Decameron. Il loro compito è quello di riordinare la villa e con l'occasione accogliere uno strano personaggio, inviato sul posto dall'apparato Ecclesiastico con il compito di indagare su quanto di illecito stesse avvenendo in quel luogo. Purtroppo il prelato è giunto troppo tardi ma i cinque giovani decidono di ripercorrere in forma teatrale alcuni momenti di questa loro esperienza. Nel frattempo il loro mondo si fa più ostile e misterioso, si sfalda lentamente e comincia una sorta di riassunto teatrale della prima novella che i cinque intendono raccontare. Le novelle non rappresentano la centralità dello spettacolo ma entrano con naturalezza nel semplice intreccio complessivo.

Note di Regia 

Di frequente gli attori cambiano di ruolo e interpretano più figure entrando spesso in atmosfere dal sapore metafisico. Anche la musica riveste in questa messa in scena una funzione notevole e in taluni casi, si accompagna all'azione quasi ricorrendo ad un criterio cinematogafico, in altri diventa canzone e assume un carattere più divertente, popolaresco, corale talvolta. Nello spettacolo un occhio di riguardo è riservato alla storia, in particolare a taluni aspetti della storia di quell'epoca i quali rappresentano le motivazioni profonde del libro di Boccaccio.

In proposito, più di ogni nostra parola, può valere una breve citazione tratta dalla nota introduttiva di Franco Cardini per una recente edizione del Decameron: "...Il Decameron addita a una società condannata e disperata che ha smarrito il senso del suo esistere, la strada per una rifondazione cavalleresca di se stessa." E ancor più illuminante il riferimento alla Firenze dell'epoca: "...il crack dei Bardi, dei Peruzzi, degli Acciaioli e delle altre famiglie di banchieri, imprenditori, speculatori, che peraltro si erano più o meno tutte salvate e riciclate lasciando però nella disperazione tanti piccoli e medi imprenditori che avevano loro affidato averi e futuro". L'epoca alla quale fa riferimento Cardini è la seconda metà del 1300

Gabbris Ferrari

Cast artistico

Con 
testo, regia, scene e costumi
musiche originali eseguite dal vivo
interprete
interprete
interprete e aiuto regia
interprete
Licia Navarrini
interprete

Schede Tecniche

Video

Rassegna Stampa

Galleria Immagini